Nel corso dell’assemblea sindacale tenutasi in data 02 febbraio 2026, si è registrata un’ampia
partecipazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, a conferma della forte attenzione e
crescente preoccupazione per le scelte che stanno incidendo sul futuro dell’azienda e dei servizi
pubblici locali.
Dall’assemblea è emersa una posizione chiara e condivisa: l’esternalizzazione dei servizi non
rappresenta oggi una scelta opportuna né sotto il profilo economico, né sotto quello
organizzativo e funzionale, soprattutto in assenza di una visione complessiva sul destino
dell’ASAM.
ASAM si trova infatti da nove anni in una condizione formalmente definita di liquidazione,
avviata secondo una procedura irrituale per un ente strumentale del Comune, caratterizzata da
un insieme di prescrizioni tali da non comportare l’interruzione delle attività aziendali.
Tale procedura ha infatti previsto il mantenimento integrale dei servizi, che sono stati
continuativamente garantiti dall’azienda grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori. In
questo contesto, ASAM ha dimostrato una piena capacità operativa e gestionale, tanto che già a
distanza di due anni dalla nomina del collegio dei liquidatori l’azienda ha registrato risultati
economici positivi.
Alla luce di tali elementi, lo stato di liquidazione appare oggi privo di giustificazione
sostanziale e non coerente con l’andamento economico e funzionale dell’azienda, che ha
continuato a svolgere regolarmente il proprio ruolo.
Per queste ragioni, si ritiene che lo stato di liquidazione debba essere superato e formalmente
revocato, al fine di restituire chiarezza, coerenza amministrativa e prospettiva all’assetto
dell’azienda.
I lavoratori non possono essere ridotti a una mera voce tecnica all’interno di un bilancio,
perché rappresentano una componente essenziale dell’organizzazione, portatrice di
competenze, responsabilità e continuità nei confronti della cittadinanza.
È utile ricordare che gli atti amministrativi adottati nel 2017 prevedevano il mantenimento delle
attività all’interno del perimetro pubblico e un giudizio di valutazione sull’opportunità di
trasferire alcuni rami di azienda alla Progetto Ambiente.
In questo quadro assume particolare rilievo il TUEL – Testo Unico degli Enti Locali (D.Lgs.
267/2000), che attribuisce ai Comuni la responsabilità di organizzare e gestire i servizi pubblici
locali nel rispetto dell’interesse generale, valutando le diverse forme di gestione possibili e
motivando in modo chiaro le scelte adottate.
Il TUEL non impone l’esternalizzazione dei servizi, ma richiede che ogni decisione sia
coerente, sostenibile e orientata alla qualità del servizio e alla tutela del lavoro.
A ciò si affianca il principio sancito dalla legislazione sulla partecipazione dei lavoratori, a
partire dalla legge n. 76 del 2025, che rafforza il coinvolgimento delle lavoratrici e dei
lavoratori e delle loro rappresentanze nei processi decisionali che incidono sull’organizzazione
del lavoro e sul futuro delle aziende pubbliche. Una normativa che richiama con forza la
necessità di ascolto, confronto e trasparenza, soprattutto quando le scelte strategiche
producono effetti diretti sull’occupazione e sulla qualità dei servizi resi alla collettività. A ciò si
aggiunge quanto previsto dal CCNL Funzioni Locali 2019/2021, il cui articolo 5, comma 2,
stabilisce che l’Amministrazione è tenuta ad attivare preventivamente l’informazione e il
confronto con le organizzazioni sindacali prima dell’adozione di atti e decisioni che
incidono sull’organizzazione del lavoro, sui servizi e sul personale. Un principio che
impone la convocazione delle parti interessate prima delle scelte, e non successivamente a
decisioni già assunte.
Una possibile soluzione avrebbe potuto e dovuto essere individuata attraverso la definizione di
un piano industriale, strumento indispensabile per valutare e rilanciare in modo trasparente la
sostenibilità economica, organizzativa e funzionale dell’azienda e per orientare scelte
responsabili nel medio-lungo periodo. Tale percorso, ad oggi, risulta assente.
Alla luce di quanto emerso, l’organizzazione sindacale ha espresso la volontà di attivare un
tavolo di conciliazione istituzionale, chiedendo il coinvolgimento della Prefettura, al fine di
favorire un confronto serio, trasparente e responsabile tra tutte le parti interessate e contribuire
all’individuazione di una soluzione condivisa per il futuro di ASAM.
Proprio per condividere con chiarezza la linea emersa dall’assemblea e rendere partecipi gli
organi di informazione delle criticità rilevate e delle proposte avanzate, si è ritenuto necessario
proseguire il confronto anche attraverso una conferenza stampa, come atto di trasparenza e
responsabilità nei confronti della cittadinanza.
La Segretaria Generale Cisl Fp Il Segretario Provinciale Enti Locali
Il Coordinatore Territoriale Terzo Settore Enza Del Gaudio
Raffaele Paciocca
Leopoldo Gagliardi